Il comune di Acquanegra venne a far parte del territorio retto dalla città di Mantova nei primi anni del Quattrocento.
In questo contesto, Acqunegra si inserisce con i caratteri peculiari di una comunità posta a cavallo di un confine spesso difficile.
Situato in una fascia territoriale posta al limite dell?espansione di tre grandi comuni cittadini medioevali.
Brescia, Cremona e Mantova, durante i secoli centrali del Medioevo si venne a trovare nella zona di influenza di
diverse stirpi capitanali, come i conti di Mosio, i da Persico, i da Bovara, e venne da esse coinvolto nelle loro complicate strategie di
affermazione locale tra il potere imperiale e la crescente espansione dei comuni urbani. Una volta definitivamente annesso al Mantovano,
nei primi decenni del Quattrocento, si trovò a confinare con le zone di pertinenza della Serenissima e con la forte quasi -città di Asola :
questa situazione, complicatasi ulteriormente nel XVIII secolo, allorché, grazie alla annessione del ducato mantovano alla Lombardia
asburgica, Acquanegra vide ribadita la sua natura di insediamento situato su di una linea calda di confine, stavolta fra i territori
veneziani e le province lombarde dell?Impero, si sarebbe risolta, dopo alterne vincite, soltanto dopo l?annessione del Veneto austriaco
al Regno d?Italia nel 1866.
Acquanegra era dall?XI secolo sede di una grande abbazia benedettina, (S.Tommaso) le cui estese proprietà coagulavano la maggior parte dei
coltivatori e dei fittavoli locali e la cui presenza influenzò spesso pesantemente l?evoluzione della comunità rurale. L?abbazia venne data
in commenda nel tardo Medioevo e da allora il commendatario (sempre un cardinale romano) ebbe la facoltà di nominare il vicario con funzioni di parroco della comunità.
Al centro un piccolo territorio che comprendeva le ville di Beverara a nord, di Valli di Mosio ad est, sud-est, non fu mai capoluogo di
circoscrizione amministrativa.
Fra i comuni della fascia lungo il confine occidentale del mantovano dunque rimase sempre un centro soggetto, né sede di podesteria o vicariato,
né capitale di un principato minore come i non lontani Bozzolo e Castiglione delle Stiviere. Si trovava d?altro canto in una posizione
idrografica peculiare, presso il confine di due grandi fiumi. L?Olio e il Chiese: la gestione e il controllo delle acque dei due maggiori
corsi d?acqua e del fitto reticolo dei fossi, fossati, seriole che venivano alimentati, gestione e controllo complicati dal fatto che la maggior
comunità a nord di Acquanegra, Asola, con cui andavano continuamente negoziati i patti per lo sfruttamento delle acque, faceva parte del territorio
veneziano.