> La Chiesa di San Tommaso - Pagina 2
Malgrado le vaste cadute dell'intonaco -in particolare sulla parete destra- e malgrado che le figure della serie superiore siano a desso
tagliate dalle volte all'altezza del busto, la solenne maestà dell'insieme appare straordinaria.
Questo fondo uniforme è di un bianco latteo quasi
trasparente: come la pagina di un manoscritto, lasciata
candida dietro i personaggi di un'illustrazione, esso
sembra introdurre, al di là del limite dell?esclusiva
architettura dipinta, nel registro inferiore, e, in
quello superiore, oltre l'architettura reale, uno
spazio indefinito, una suggestione di aperta profondità.
Frammenti di quattro scene della Genesi (tra cui si riconoscono due busti del creatore, la Caccia del Paradiso Terrestre e, forse, Adamo
e Eva al lavoro) sono ancora visibili nel sotto tetto sopra alle volte, nella zona di parete corrispondente alla parete più alta
dell?arco trionfale, al capo opposto della navata vi corrisponde nella contro facciata il Giudizio Universale in una rappresentazione
che occupa tutta la parete ovest. Questa grande scena è ora purtroppo quasi interamente perduta fino all?altezza dell'organo, che vi fu
inserto nel secolo scorso, ma quanto ne resta è sufficiente ad apprezzare l'importanza.
L'intera parete, frammentaria ma ricostruibile mentalmente
nella sua unità, è dipinta di getto , con incredibile
grandezza di tratto, in colori tenui e variegati.
Nelle pareti meglio conservate, come nel gruppo degli
Apostoli e dei Santi, la qualità della pittura si
può valutare meglio che non nella navata, cui del
resto strettamente congiunta, anche se, forse, con
qualche differenza di mano.
Con quanta eleganza fosse raggiunta, nel S. Tommaso di Acquanegra, una continuità visiva fra materia architettonica, illusione scenica e
narrazione chiara e leggibile in tutte le sue parti, di una storia , doveva apparire ancor meglio quando il mosaico del pavimento, con
le sue figurazioni connesse a quelle dipinte sulle pareti, completava l?insieme.
I colori del mosaico, vivace per le sue tessere di marmo rosso, giallo, nero, rosastro: i toni caldi su fondo bianco, degli affreschi dei
due registri superiori della navata ( ma è da notare che, nel registro inferiore, il fondo bianco diventa uno schermo posto davanti ad un
secondo piano, giallo; quelli più marcati, delle due storia continue; quelli del Giudizio, dove erano nella chiesa originaria- tutta listata
di oltremare, su cui spiccavano i tituli candidi ? comporre la trama di un tessuto dove la sontuosità non era nella ricchezza della materia,
ma nella qualità della pittura, ancora oggi eccezionale super ridotta quasi ovunque a poco più della preparazione, o addirittura all'impronta
dei colori caduti.
Tuttavia pur non volendo ancor proporre un data definitiva per l'insieme che si è venuti sommariamente descrivendo,è sempre da ricordare
la muratura dell?edificio di S. Tommaso appare quella tipica del sec. XI. Né va d'altro dimenticato che,se un documento attesta l'esistenza
del monastero di S. Tommaso nel 1053, è peraltro induzione di storici vari che un monastero benedettino da tempo,al meno dal sec. X, se non
dall'VII ( a parte l'ipotetico sacello romano dedicato ad Iside, che sarebbe sorto sul luogo stesso dove è oggi la chiesa).